giovedì 4 luglio 2013

i solari: formulazione e filtri





I nostri Solari sono il risultato di formulazioni avanzate che, nel rispetto dell’eudermia cutanea, prevedono sostanze anti-ossidanti e anti-radicali, vitamine, attivi idratanti e lenitivi per una abbronzatura dorata, uniforme e sicura su viso e corpo e di lunga durata.
Con oli essenziali radioprotettivi (niaouli), lenitivi e rigeneranti cutanei (mirto, lavanda) e anticellulite (cedro).
Differiscono sostanzialmente dai prodotti “classici” in quanto la protezione avviene attraverso la stimolazione della melanina e per questa ragione, per preparare adeguatamente la protezione della pelle per l’esposizione al sole, devono essere applicati su viso e/o corpo per alcuni giorni precedenti la prima esposizione al sole.
In tal modo, la stimolazione diretta mirata alla produzione di melanina (la nostra difesa corporea agli effetti del sole), consente una abbronzatura graduale e protetta da reazioni indesiderate.

Le applicazioni di olio o latte solare, devono essere ripetute durante il tempo di esposizione al sole, per mantenere alla pelle la giusta idratazione.

Conoscere i diversi tipi di filtri solari
Le creme solari sono cosmetici sottoposti ad una legislazione specifica.
In particolare, la normativa prevede una lista delle sostanze che si possono usare come filtri solari (fra i quali l'Ethylhexyl methoxicinnamate), le concentrazioni ammesse e le avvertenze, aggiornata periodicamente sulla base delle opinioni del Comitato Scientifico sui prodotti cosmetici.
In generale, le creme contengono una miscela di sostanze filtranti, in modo da poter filtrare diversi tipi di radiazioni e garantire una protezione più ampia.
I filtri si distinguono in chimici o fisici a seconda della loro natura e del modo in cui agiscono.
I filtri chimici contengono sostanze di sintesi che assorbono le radiazioni; i raggi solari si "incastrano" nelle molecole del filtro dove vengono bloccati e non raggiungono quindi l'epidermide. Per fare questo la struttura di queste sostanze è particolarmente complessa e ciascun filtro cattura e trasforma selettivamente solo certe bande di raggi solari, non tutti i raggi solari.
Questo meccanismo fa sì che il filtro chimico "trattenga" l'energia dei raggi del sole e la rilasci sotto forma di calore, aumentando la sensazione di caldo sulla pelle.

I filtri chimici POSITIVI
  • butyl methoxydibenzoylmethane (nome commerciale parsol): è uno dei filtri più utilizzati ed efficaci per raggi UVA e in parte UVB, potrebbe però essere instabile. La presenza di octocrylene migliora la stabilità della crema.
  • ethylhexyl methoxycinnamate: filtro efficace per gli UVB, adatto a pelli sensibili. Non è però utilizzabile da solo perché non garantisce un'ampia copertura.
  • terephthalylidene dicamphor sulfonic acid, (nome commerciale mexoryl mx): è molto efficace per gli UVA e in parte UVB, non penetra nella pelle. Potrebbe degradarsi se utilizzato da solo.
I filtri chimici NEGATIVI
  • benzophenone-3: è sospettato di penetrare attraverso la cute e potrebbe provocare allergie o reazioni di fotosensibilità o problemi ormonali.
  • methylbenzylidencamphor: alcuni studi hanno dimostrato alterazioni della tiroide sulle cavie, è stato trovato in tracce nelle urine quindi penetra nella pelle. Può anche dare reazioni allergiche.
  • paraaminobenzoico acid (PABA): era il filtro più utilizzato in passato, molto efficace in particolare per i raggi UVB. Potrebbe provocare sensibilizzazione e reazioni allergiche. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che ha effetti estrogenici. Per questi motivi, il comitato scientifico della Commissione Europea che si occupa della sicurezza dei cosmetici ha deciso che non può più essere utilizzato come filtro.
Gli altri filtri chimici non citati sono senza infamia e senza lode.
I filtri fisici schermano tutti i raggi solari, non sono selettivi e costituiscono una barriera che riflette tutta la luce. In pratica, a differenza di quelli chimici, non filtrano alcuni raggi UV, ma li riflettono tutti. I filtri fisici respingendo i raggi solari, non provocano un surriscaldamento dell'epidermide. Questo tipo di filtri in passato erano poco apprezzati perchè per la loro struttura creavano un effetto antiestetico di patina bianca, ma oggi questo inconveniente è stato superato grazie a nuove tecniche di micronizzazione degli ingredienti. I filtri fisici sono più adatti per chi soffre di fotosensibilità, per chi ha la pelle danneggiata e per i bambini, perché più tollerati dalla pelle.

I filtri fisici più usati sono: ossido di zinco (zinc oxide) e biossido di titano (titanium dioxide).

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