giovedì 24 febbraio 2011

Abc dell'Aromaterapia - Gli oli essenziali

Ciò che leggerete in questo articolo è stato estrapolato dal catalogo Pranarom, di cui Bioregit è distributore italiano ufficiale, che potete scaricare alla pagina www.bioregit.it nella sezione "Risorse" e poi "Downloads".

Gli Oli Essenziali

I procedimenti di estrazione:


La Definizione
Un olio essenziale è semplicemente l'essenza volatile estratta dalle piante aromatiche tramite distillazione a vapore d'acqua.

Procedimenti
Nell'estrazione delle sostanze aromatiche sono implicati numerosi processi.
Questa operazione è una delle più difficili e delicate, poiché ha lo scopo di captare i prodotti più sottili e più fragili elaborate dai vegetali, senza alterarne le qualità.

Spremitura
Il metodo più semplice, ma sfortunatamente il più limitato.
Consiste nello schiacciare meccanicamente le "tasche di essenza" delle bucce fresche di agrumi.

Il prodotto ottenuto si chiama « essenza » e non « olio essenziale » in quanto non han­no avuto luogo modifiche chimiche legate a solventi o al vapore acqueo (per tutti i citrus).
A causa del massiccio impiego di insetticidi sugli agrumi, tutte le essenze di Citrus destinate al consumo sono certifica­te di origine biologica.

Distillazione
La distillazione tramite vapore d’acqua, conosciuta dall’antichità, migliorata da­gli Arabi e perfezionata dai Grassois (abitanti della zona di Grasse, ndt), è un processo che utilizza la trasmissio­ne delle sostanze aromatiche grazie al vapore dell’acqua.
Il processo, chiamato «distillazione per tra­smissione a vapore d’acqua », apporta un sicuro miglioramento della qualità dei pro­dotti ottenuti, minimizzandone le alterazioni idrolitiche (in particolar modo degli esteri) dovute al processo tradizionale di distilla­zione; l’installazione è costituita da una cal­daia a vapore separata dall’alambicco.
La maggior parte degli oli essenziali è ottenu­ta per distillazione a vapore d’acqua, senza disincrostante chimico e a bassa pressio­ne.
Il procedimento consiste nel fare attraver­sare dal vapore d’acqua una cisterna riem­pita di piante aromatiche.
All’uscita dalla cisterna e sotto pressione controllata, il vapore d’acqua impregnato di olio essenziale attraversa una serpentina in cui si condensa.
All’uscita, un essenziere raccoglie l’acqua e l’olio essenziale: la differenza di densità fra i due liquidi per­mette una separazione agevole.
Le piante selvatiche di montagna hanno un aroma e un’attività biologica straordina­rie dovute, per alcune, al loro forte tenore in esteri aromatici la cui sintesi è favorita dall’altitudine, dalla diversa esposizione solare e dalla minor piovosità, o ancora dalla simbiosi con altre piante selvatiche del biotopo* (*area di dimensioni limitate).
La distillazione richiede grandi precauzioni: la scelta dell’alambicco, in inox preferibil­mente; la conduzione del calore, a bassa pressione 0,05 bars; la durata della distilla­zione, lunga o prolungata, permette di rac­cogliere l’insieme delle frazioni “di testa” e “di coda”; l’impiego di acqua di fonte pura o poco calcarea.

L'Aromaterapia è una disciplina vicina alla natura ed alle persone




In questa ottica, Pranarôm si impegna verso coltivatori del Madagascar per sviluppare con loro una cultura delle piante aromatiche responsabile e una distil­lazione tradizionale rispettosa sia dell’ambiente che della qualità industriale.
Nel 2009, Pranarôm ha iniziato nel Madagascar un vasto progetto di sviluppo locale che procura un impiego stabile a più di cento persone e garantisce gli approvvigionamenti di oli essenziali al proprio laboratorio.

Nel suo impegno per uno sviluppo continuativo, Pranarôm International investe in piantagioni di specie minacciate di estinzione. In collaborazione con produttori locali, coltiva piante selvatiche a rischio di scomparsa ed assicura l’approvvigio­namento di oli essenziali dalle proprietà uniche.
I fornitori di Pranarôm sono presenti ai quattro angoli del mondo, ma sono princi­palmente in Francia, Madagascar, Marocco, Vietnam, Australia, Canada, Brasile, Slovenia ... in ragione dei biotopi particolari di questi Paesi.


Controlli di qualità del prodotto finito
La maggioranza degli oli essenziali venduti come 100% puri e naturali sono spesso tagliati, allungati, diluiti e denatu­rati con oli vegetali e minerali, molecole di sintesi di basso costo, agenti emulsionan­ti chimici, trementina, alcool.
Queste profonde alterazioni possono ren­dere gli oli essenziali allergizzanti e tossici. Ad essi possono inoltre essere aggiunti oli essenziali simili come, per esempio, del lavandino super, poco canforato, di minor prezzo, aggiunto alla lavanda fine.
Alcuni oli vengono scoloriti o ricolorati ar­tificialmente.
Altri ancora sono privati di alcune mole­cole.
Il solo modo di fornire oli essenziali di qualità incontestabile è di controllarla in laboratorio.

Mezzi e metodi attuati:


Controlli fisici
- Controlli organolettici: a partire da un’aromateca, costituita da certificati, controlliamo il colore, l’odore e, in certi casi, il sapore degli oli essenziali analiz­zati;
- Studi di costanti fisiche a date tempera­ture: densità, solubilità nell’alcol, punto di fusione e d’ebollizione, punto di congela­mento, potere rotatorio sulla luce polariz­zata, indice di rifrazione.

Controlli chimici
Questi controlli si effettuano per croma­tografia in fase gassosa; compariamo la cromatografia dei campioni da analizza­re con le cromatografie di oli essenziali autentici che servono da referenza asso­luta.

Le differenti categorie di Oli Essenziali:


Qualità industriale standard
Si tratta di oli essenziali provenienti da specie di piante botanicamente non certi­ficate, coltivate industrialmente, raccolte senza controllo del momento migliore, distillate rapidamente e non completa­mente ad alte temperature e ad alta pres­sione.
Spesso rettificati, allungati, denaturati e tagliati di alcune molecole, quando non sono apertamente ricostituiti.

100% puri e 100% naturali
Già più rari dei precedenti, questi oli essenziali sono di qualità media. Non provengono necessariamen­te da specie di piante botanicamen­te certificate (numerose specie pos­sono essere confuse) colte allo stato selvaggio o coltivate biologicamente. La distillazione può essere incompleta perché di breve durata ad alta tempera­tura e alta pressione.
Sono rettificati, ma non allungati e dena­turati.

Autentici e chemiotipizzati
Sono oli essenziali 100% puri, 100% naturali e 100% completi o integrali, che rispondono all’insieme dei criteri che ab­biamo enunciato.
Sono rari e il loro prezzo è necessaria­mente più elevato ma è perfettamente giustificabile per la loro qualità e la loro efficacia ineguagliabile.



La garanzia di un olio essenziale di qualità si evidenzia anche sulla confezione; l’informazione deve essere completa e rigorosa.

Gli oli essenziali di Pranarôm sono:
-100% NATURALI, cioè non denaturati con molecole di semisintesi o di sintesi totale, o con agenti emulsionanti chimici, oli minerali ecc. (allergia e tossicità);
-100% PURI, cioè esenti da altri simili, da oli vegetali, da alcol, trementina, ecc.;
-100% INTEGRALI, non tagliati, non de­colorati, non deterpenati, non rettificati, non perossidati, ecc.;
- CHEMIOTIPIZZATI (HECT), botanica­mente e chimicamente definiti.

Etichette



Questo logo certifica che il prodotto pro­viene dall’agricoltura biologica ed è sot­toposto a controlli rigorosi. La presenza del logo garantisce la qualità BIO del pro­dotto.
(Contrôle Certisys - BE – BIO -01)


Criteri di qualità degli oli essenziali:


Specie botanica certificata
Gli oli essenziali di qualità devono imperativamente provenire da piante botanicamente certificate, cioè identifi­cate da due nomi latini, essendo il latino la lingua universalmente riconosciuta in botanica.
Il primo nome indica il genere, per esem­pio Cupressus; il secondo, la specie: sem­pervirens, cipresso sempreverde.

Parte della pianta distillata
Le diverse parti di una stessa pian­ta (fiori, foglie, rami, corteccia, semi, buccia, ecc.) possono produrre essenze diverse. E’ perciò molto importante pre­cisare l’organo vegetale.

Chemiotipi
I componenti aromatici di una pianta non sono immutabili. Una stessa pianta, cre­scendo in luoghi diversi, può secernere essenze molto differenti in funzione di diversi elementi come l’esposizione al sole, il clima, la composizione del suolo, l’altitudine ecc.
Due diversi chemiotipi dello stesso olio essenziale presentano non solo attivi­tà differenti ma anche indici di tossicità molto variabili.
Gli oli essenziali chemiotipizzati:

Etichetta HECT garanzia di sicurezza ed efficacia
- La pianta distillata è botanicamente certificata
- La parte distillata della pianta è specificata (es. foglia, fiore, radice...)
- Il chemiotipo (o razza biochimica) è definito
- La distillazione per corrente di vapore acqueo è il procedimento raccomandato
Esempio
- Thymus vulgaris ct thujanol è un olio essenziale che contiene principalmente del tujanolo che ha proprietà battericide, viricide e neurotoniche.
- Thymus vulgaris ct thymol è un olio essenziale che contiene principalmente del timolo che ha proprietà antinfettive maggiori.

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